XXX RIDEF ITALIA 2014

RENCONTRE INTERNATIONALE DES EDUCATEURS FREINET

XXX Ridef Italia

Centro Internazionale Loris Malaguzzi | Via Bligny, 1-A - 42100

Reggio nell'Emilia | 21-30 luglio 2014

Sguardi che cambiano il mondo

Abitare insieme
le città delle bambine e dei bambini

Una città a misura dei ragazzi maschi

Voi credete che i nostri spazi urbani siano costruiti a misura di tutti? Affatto. Fin dalla più giovane età, tutto è fatto per favorire la presenza dei maschi, afferma il geografo Yves Raibaud. Alla vigilia delle elezioni municipali francesi, propone agli eletti/e delle azioni concrete.

A Parigi, Tolosa, Bordeaux e Montpellier, i ragazzi sono i principali utenti della città. Lo dimostrano parecchie ricerche che abbiamo condotto tra il 2010 e il 2013 sulle  strutture pubbliche  culturali o del tempo libero per i giovani. 

Questi studi evidenziano una grande diversità di mezzi messi a disposizione dalle amministrazioni locali e dallo stato a seconda che si tratti che si tratti di attività cosiddette femminili ( ginnastica artistica, danza, ecc.) o maschili ( skate, calcio, ecc.).

Queste disuguaglianze sono dunque spesso implicitamente costruite da modalità di gestione di una città fatta ‘da uomini per gli uomini’. Nello stesso tempo, si consiglia alle ragazze giovani di non fare jogging in luoghi isolati, di stare sull’avviso nei trasporti pubblici e di evitare certi quartieri…

L’obiettivo: canalizzare la violenza maschile

Uno dei nostri studi dimostra che le ragazze a partire dalla sesta classe iniziano delle attività del tempo libero sportive, culturali o generaliste proposte dai comuni o da associazioni, nello stesso tempo in cui si attiva un’offerta di tempo libero sedicente neutra, ma in realtà destinata ai maschi ( skateboard, stadi per  cicli, attività legate alle ‘culture urbane’ ecc.). Anche se il calcio e lo skate non sono riservate ai ragazzi, bisogna convenire che tali pratiche sono consacrate dalla tradizione. Per giustificare queste disparità nel finanziamento delle occupazioni pubbliche del tempo libero, gli amministratori e i responsabili municipali ricordano spesso che  il loro obiettivo principale è di canalizzare la violenza dei giovani tramite attività positive, senza avere la necessità di chiarire che quelli che ‘creano dei problemi’ sono i ragazzi maschi.   

Queste disuguaglianze devono costituire una preoccupazione prioritaria se si vuole lottare contro le discriminazioni di genere.

A conseguenza di tali discriminazioni le ragazze- e di conseguenza le donne- sono meno inserite nella loro città e nel loro contestuale e professionale. Ma quanto i nostri studi evidenziano come la prova di una grande ingiustizia  viene definito come ‘naturale’ dell’ordine delle ‘evidenze’. Le interviste con gli animatori/trici e gli eletti/e o responsabili delle politiche giovanili evidenziano come questo fenomeno venga costantemente banalizzato:

Le ragazze sono più mature, sono più in grado di trovare delle occupazioni,preferiscono rimanere a casa loro’.

La cosa più importante è  di occuparsi dei giovani più difficili, soggetti a insuccesso scolastico, prima che si mettano su una brutta strada’.

Lo spazio urbano è costruito da uomini

Un altro studio dimostra che queste disuguaglianze si ritrovano nelle forme di gestione della città. Così, la presenza di donne nei posti chiave è debole, sia che si tratti di eletti che di persone che pensano e che costruiscono la città di domani: architetti, urbanisti, dirigenti dei servizi e degli impianti sportivi, responsabili dei programmi urbani sono quasi esclusivamente uomini.

Le forme di partecipazione cittadina ( consigli di quartiere, di municipalità, sedi di dibattito e programmazione) sono quasi esclusivamente dominate da uomini. Forme di progettazione di donne organizzate in alcune città francesi permettono di far conoscere un’altra visione della città, che è radicalmente diversa da quella corrente.

Le donne dovrebbero impadronirsi della città

Stiamo conducendo una ricerca sulle buone pratiche di una città sostenibile dal punto di vista di genere. Per esempio, l’uso della bici è prevalentemente maschile ( 60 €) specialmente quando piove o di notte ( 80%).

Le donne hanno meno poteri nella città e le innovazioni introdotte non compensano queste disuguaglianze.

Le maratone, il car pooling, i trasporti pubblici ( che evocano spesso per le giovani il rischio di molestie) mostrano la stessa predominanza maschile. Come porre rimedio? Spesso a giustificazione si dice che gli impianti sportivi sono per tutti e che le ragazze non hanno che da accedervi… Si pensa anche che è responsabilità delle donne di adattarsi alla città, e non che è compito delle nuove pratiche di interrogarsi sulle discriminazioni che vengono provocate.

Invitiamo i comuni a una riflessione

Occorre mettere in piedi dei dispositivi di osservazione e di valutazione delle politiche pubbliche nell’ottica del genere.

Il  ‘gender budgeting’ permette ai comuni di prendere coscienza dell’ingiusta distribuzione dell’offerta pubblica di spazi di svago e di gestione del tempo libero. Con diversi gruppi di Bordeaux abbiamo progettato dei dispositivi di sostegno all’empowerment di associazioni e di attività cosiddette femminili ( qualsiasi siano le attività proposte, per principio). Invitiamo i comuni a riflettere sui luoghi di accoglienza collettivi per adolescenti così che le ragazze ne fruiscano dell’uso quando sono accaparrati da collettivi di ragazzi maschi, che producono virilismo, sessismo e omofobia.

Creare un osservatorio delle disuguaglianze di genere

La nostra metodologia, applicata a situazioni concrete, acquista operatività. Un insieme di problematiche legate al genere ( in particolare le discriminazioni connesse all’identità e all’orientamento sessuale, fonti di un’importante violenza omofoba urbana) potrebbe essere assunta da un Osservatorio sulle disuguaglianze di genere. Questi osservatori assumerebbero una funzione di vigilanza sugli effetti delle politiche pubbliche di habitat, di trasporto, di allestimento di servizi e di sistemazione dell’ arredo urbano. Un riconoscimento ufficiale di qualità  dovrebbe segnalare gli ambienti urbani riusciti in termini di rapporti sociali di sesso, ponendo all’attenzione le città che offrono un buon coefficiente di equilibrio di genere nella fruizione degli spazi pubblici, di giorno e di notte, ma anche un alto gradi di appropriazione della onduzione degli affari della città da parte di donne.

Yves  Raibaud

Questo post è disponibile anche in: Francese

2 commenti

  1. Leila

Lascia un commento