XXX RIDEF ITALIA 2014

RENCONTRE INTERNATIONALE DES EDUCATEURS FREINET

XXX Ridef Italia

Centro Internazionale Loris Malaguzzi | Via Bligny, 1-A - 42100

Reggio nell'Emilia | 21-30 luglio 2014

Sguardi che cambiano il mondo

Abitare insieme
le città delle bambine e dei bambini

L’educazione è il cemento della pace

L’uomo sarà sempre un lupo per l’altro uomo? Le giovani generazioni hanno davvero disimparato questo saggio avviso di Anatole France all’indomani della “grande guerra mondiale”: ‘ si crede di morire per la patria, si muore per degli industriali’; e queste altre parole di un pacifista: ‘ Due eserciti che combattono, sono due popoli che si suicidano’?
Purtroppo i nostri sacrifici di combattenti sono stati davvero inutili. I giovani oggi si ubriacano con le stesse menzogne con cui ci hanno ingannato quarant’anni fa. Noi all’epoca eravamo bersagliati dal bombardamento sospetto della stampa. Oggi si aggiungono quali rinforzi pericolosi il cinema, la radio e la televisione, rispetto ai quali non abbiamo saputo opporre l’intelligente sbarramento che li avrebbe sottoposti a servizio della cultura, dell’umanità e della pace.
La propaganda e gli slogans si sono dimostrati impotenti. Gli stessi cambiamenti di regime hanno dimostrato che essi non erano altro che un punto di partenza verso l’azione profonda in grado di illuminare la coscienza degli uomini e di socializzare il loro comportamento.
Questa illuminazione e questa socializzazione non possono essere che l’opera dell’educazione.
L’educazione che ha permesso, quando non li ha preparati, la guerra del 1914, gli avvenimenti apocalittici del 1939-1945, poi l’attuale mistificazione degli odi e delle guerre permanenti, è un’educazione che ha fallito il suo compito. Anche noi abbiamo la nostra parte di responsabilità.
Ogni volta che noi imbottiamo le menti ciecamente di un enciclopedismo da falsi sapienti; quando noi ripetiamo e facciamo ripetere delle parole e delle formule che assumono il valore di tabù; quando noi intontiamo i nostri ragazzi con la corruzione delle immagini e dei suoni; quando li abituiamo all’obbedienza e al dogmatismo, al rispetto di tradizioni abusate e di pensieri sorpassati, noi prepariamo le guerre e i fascismi.
Ogni volta, invece, che noi stimoliamo i nostri alunni a riflettere da se stessi, a sviluppare il loro senso della realtà, a coltivare la loro personalità intelligente; quando li abituiamo a sentire e a vedere, al di sotto della forma delle parole, la realtà dei pensieri e dei fatti; quando noi li prepariamo a resistere al tragico mimetismo delle mode e delle propagande; quando ci impegniamo a fare di loro degli uomini individualmente, cooperativamente e socialmente consapevoli, attivi e forti, noi prepariamo la pace.
E in questa grande opera collettiva, ogni sforzo, ogni tentativo, per quanto piccolo, conta. La pace si costruisce. Essa non ha altro cemento che l’educazione. E i migliori regimi sono quelli che permettono maggiormente, che rendono al massimo possibile questa funzione essenziale di progresso e di vita.
C. Freinet novembre 1956 ‘Les dits de Mathieu’

Questo post è disponibile anche in: Francese

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